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Breve storia della musica dance a cura di Antonio Stanzani

Anni ’70 – La nascita della Disco Music
 
Prima del 1975, la musica che si ballava nei “Dancing” era il funky, lanciata qualche anno prima dal Re indiscusso James Brown. Proprio in quell’anno un bravissimo compositore italiano si apprestava ad inventare un nuovo genere musicale: la “Disco Music”. Giorgio Moroder e la ventiseienne LaDonna Adrian Gaines (in arte Donna Summer) registrarono presso la Casablanca Records una traccia sexy e sensuale di 17 minuti dal titolo “Love to Love You Baby”. Nel giro di poche settimane il brano scalò le vette di tutte le classifiche mondiali, aggiudicandosi il Disco d’Oro negli Stati Uniti. Donna Summer dopo quel successo inaspettato, negli anni seguenti fu soprannominata “la Regina della Disco Music” ed ottenne una fama planetaria. Ricordiamo alcuni dei suoi brani di successo: “I feel love”, “I remember yesterday”, ”Hot Stuff”, “Bad Girls” e “On the radio”.
 
Erano gli anni di Barry White, KC & the Sunshine Band, Tavares, Trammps, Earth Wind & Fire, Hot Chocolate, Cerrone, Ritchie Family, Gloria Gaynor, e Boney M.
 
Il 1978 fu l’anno magico della colonna sonora “La febbre del sabato sera”, che rimane tuttora una pietra miliare della “Disco Music” ed un fenomeno per tutte le generazioni dal 1978 ad oggi. In quell’anno ci fu anche il grande successo del gruppo funk statunitense Chic con “Le freak”, poi Santa Esmeralda con “Don’t Let Me Be Misunderstood”, Patrick Juvet “I Love America”, Michael Zager Band “Let’s all chant”, Sylvester ”You Make Me Feel”, Baccara “I Sir, I Can Boogie” e la colonna sonora di “Grease”.
 
Il 1979 fu forse l’ultimo anno di gloria degli indimenticabili “Bee Gees” che con l’album “Tragedy” raggiungono i primi posti delle classifiche. In quell’anno in Italia spopolavano i Buggles, Gloria Gaynor, Blondie, Kiss, Lipps Inc, Sister Sledge, Amii Stewart, Sheila, The Knack, George Benson, Donna Summer, Patrick Hernandez e Bob Marley con il singolo “Could You Be Loved”.
I meravigliosi Anni ’80 : Italo Disco e House Music

All’inizio del nuovo decennio ci fu una grande evoluzione tecnologica, i primi computer si diffusero fra le famiglie di tutto il mondo e per la musica ci fu un’innovazione con importanti sperimentazioni sonore caratterizzate dall’utilizzo dei primi suoni elettronici portati qualche anno prima dal gruppo tedesco Kraftwerk poi seguiti dai altri: Alan Parsons Project, Giorgio Moroder, Rockets, Jean Michel Jarre, Ultravox, ecc. Nel 1980, le discoteche europee iniziarono ad avere un boom senza precedenti con conseguenti aperture di tantissimi nuovi locali. In quell’anno i riempipista erano Letric Funk, Visage, O.M.D., Diana Ross, Delegation, Dee D.Jackson, Kool & the gang, S.O.S.Band, Peter Jacques Band e Jimmy Bo Horne. Anche in Italia si iniziava a muovere qualcosa grazie al duo musicale formato dai fratelli Carmelo La Bionda e Michelangelo La Bionda con il brano “I Wanna Be Your Lover” e con il gruppo musicale a tre formato da Mauro Malavasi, Paolo Gianolio e Davide Romani, noti al pubblico sotto lo pseudonimo di “Change”. Questi due gruppi, apriranno un ciclo senza precedenti per il nostro Paese.

Il 1981, spopolano The Human League, Barrabas, Quincy Jones, Tom Tom Club, Patrick Cowley, Kool & The Gang, Earth Wind & Fire, Village People, Gino Soccio, Yazoo, ABC, Soft Cell e Men Without Hats.

Passiamo al 1982, anno speciale perché ci fu l’esordio di Madonna con il singolo “Everybody”; nacque un nuovo genere musicale (con un ritmo che scese fino a 84 rpm) portato dal gruppo inglese “Imagination” con “Body Talk”, “Just an Illusion” “Music & Lights”. Ci fu il primo grande successo di Michael Jackson con “Billie Jean” ma soprattutto per l’Italia inizia il genere “Italo Disco”. Paul Mazzolini, nato a Beirut ma di nazionalità italiana, registrò per la Baby Records il brano “Masterpiece” con lo pseudonimo di “Gazebo”; ottenne un grandissimo successo europeo e aprì un nuovo filone musicale. In quell’anno ricordiamo Captain Sensible’s, Heaven 17, Falco, Divine, Chas Jankel, Tony McKenzie, Cube, Advisser, Forrest, Key Of Dream, Gary’s Gang, Bobby“O”, Roni Griffith, Twins, Traks, Ph.D, Gary Low e i Thompson Twins.

Nel 1983, la Italo Dance prese il sopravvento. Stefano Zandri, in arte “Den Harrow”, pur facendosi prestare la voce da Chuck Rolando, registrò un successo planetario con “Mad Desire”. In seguito altri cantanti (Silvio Pozzoli, Tom Hooker e Anthony James) prestarono le loro voci a Den Harrow, senza che questo ostacolasse la fama dell’artista. Il lombardo Pietro Paolo Pelandi, con lo pseudonimo “P.Lion” riempì le piste delle discoteche con “Happy Children”, come fecero Francesco Puccioni “Mike Francis” con “Survivor”, Roberto Zanetti “Savage” con “Don’t Cry Tonight”, Antonello Gabelli “Duke Lake” con “Do You”, Luis Romano Peris Belmonte “Gary Low” con “I Want You”, Raffaele Riefoli “Raf” con “Self Control”, Manlio Cangelli che creò i gruppi “Scotch”, “Wish Key” e “Flexx”. In quell’anno Paul Mazzolini “Gazebo” ottenne un successo mondiale con “I Like Chopin”. Aldo Martinelli e Simona Zanini, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, iniziarono a farsi notare con il singolo “Voice-In the night”. I fratelli “Righeira” furono il tormentone di quell’estate con “Vamos a la playa”. Furono anni straordinari per la musica dance italiana. In quell’anno ricordo anche il fantastico gruppo newyorkese degli “Indeep” con i singoli “Last Night A Dj Saved My Life”, “The Record Keeps Spinning” e “When Boys Talk”. Madonna cantava “Like A Virgin”, Mike Oldfield con “Moonlight Shadow” e “Foreign Affair”, i Depeche Mode con “Everything Counts”, gli Eurythmics con “Here Comes The Rain Again”, Shannon con “Let The Music Play”, Frankie Goes To Hollywood con “Relax”, Paul Young con “Love of the common people”, poi Bananarama, Laid Back, S.O.S. Band, Marcel Fobert, Kajagoogoo…anni irripetibili.

Passiamo al 1984. Dall’Europa, un nuovo gruppo tedesco spopolò: erano gli “Alphaville” con i singoli “Big In Japan” e “Sound Like A Melody”. Il Regno Unito proponeva tre gruppi esordienti, Talk Talk con “Such A Shame” e “It’s My Life”, i Bronski Beat con “Smalltown Boy”, Wang Chung con “Dance Hall Days”. Dagli Stati Uniti, Madonna con “Into The Groove”, Dennis Edwards con “Don’t Look Any Further”, Kool & The Gang con “Fresh”, Cyndi Lauper con “Girls Just Want To Have Fun” mentre il tormentone dell’Estate fu del croato Sandy Marton con il singolo “People From Ibiza”.
E l’Italia? Anche il 1984 fu un’annata speciale per il nostro Paese per quel che riguarda la musica da discoteca: Aldo Martinelli con tre singoli di grande successo (“Comanchero”,”Under The Ice”,”Cinderella”),
Fabio Roscioli “Ryan Paris” con “Dolce Vita”, il gruppo “Novecento” con “Movin ‘on”, Pier Michele Bozzetti “Miko Mission” con “How Old Are You”, Alberto Styloo “Styloo” con “Pretty Face”, Monica Stucchi “Valerie Dore” che in “The Night” si fece “prestare” la voce dalla cantante del gruppo “Novecento” Dora Nicolosi (nata Carofiglio) e nei brani successivi dalla vocalist di Martinelli, Simona Zanini.

1985: davvero difficile se non impossibile per i musicisti italiani ripetere gli ultimi due anni straordinari. Marco Grati, Remo Zito e Glauco Medori formano il gruppo “Via Verdi” che con il brano “Diamond” riuscì a vendere 3.500.000 copie e raggiunse la prima posizione in classifica in Italia. Poi ricordiamo “Den Harrow “ con Future Brain e Tullio De Piscopo con il tormentone “Calimba de Luna”. Il 1985 fu l’anno del successo planetario dei Duran Duran, Simple Minds, Princess, Modern Talking, Dead or Alive, Sandra e suo marito Michael Cretu, Pet Shop Boys, Mr.Mister, Opus, Double, Level 42 e Nick Kershaw.
Anno 1986 - Annata straordinaria per la musica dance. Primo successo dei Simply Red con “Money Too Tight To Mention” Dalla Germania, i Propaganda con “Dr.Mabuse” e “P Machinery” e gli A-Ha con “Take On Me”. Dal Regno Unito, Samantha Fox incide il suo singolo più famoso “Touch Me (I Want Your Body)”, la londinese Tina Charles fa uscire un remix di un suo vecchio successo del 1976 dal titolo “I Love To Love” e The Blow Monkeys “Digging Your Scene”. Dagli Stati Uniti, Madonna bissa un successo planetario con “La Isla Bonita”, Linda Wesley con il suo unico capolavoro “Wild On The Isle”, i coniugi Nu Shooz cantano “I Can’t Wait”, e William Pitt con “City Lights”. Per l’Italia ricordiamo il primo grande successo di Ivana Spagna con “Easy Lady” e la produzione Roberto Lodola con “Zanzibar” cantato da Helen.
Nell’anno 1987 ci fu la nascita di un nuovo genere musicale: la House Music. Il nome House deriva da Warehouse, storico locale di Chicago il cui dj resident Frankie Knuckes è riconosciuto come il creatore. Il mio primo disco House acquistato fu The House Master Boyz con il mix “House Nation”, poi ricordiamo Adonis “Do It Properly”, Jack e Makossa “The Opera House”, Beatmaster ft.Cookie Crew “Rock Da House”, Marshall Jefferson “Move Your Body”, M.A.R.R.S. “Pump Of The Volume”, Farley Jack Master Funk “Love Can't Turn Around”. Come musica dance riempipista in quell’anno ricordiamo Swing Out Sister “Surrender”, Black “Wonderfull Life”, Mel & Kim “Respectable”, Prince “Sign The Times”, Mandy Smith “I Just Can’t Wait”, Breakfast Club “Right On Track”, Bangles “Walk Like An Egyptian”, Rick Astley “Never Gonna Give You Up”, Taylor Dayne “Tell It To My Heart”, Spagna "Call Me", poi Living In The Box, Pet Shop Boys, George Michael, Joyce Sims, Europe,ecc.

Il 1988 fu l’anno della consacrazione della House Music; Fingers Inc. “Can You Feel It”, Adeva “Respect”, S.Express “Theme From S.Express”, Kraze “The Party”, FPI Project “Rich In Paradise”, Don Pablo’s Animals “Ibiza”, The Beatmasters “Burn It Up”, Bomb The Bass “Beat Dis”, Inner City “Big Fun” e “Good Life”. Come Musica Dance ci fu il grandissimo successo degli Afrika Bambaata “Reckless”, The Yazz “The Only Way Is Up” e “Stand Up For Your Love Rights”, Rick Astley “Together Forever”, The Pasadenas “Tribute” e “Riding On A Train”, Betti Villani “De Nuevo Tu”, The Adventures “Broken Land” e i Milli Vanilli (Fab Morvan e Rob Pilatus), che in realtà erano solo due ballerini che si facevano prestare la voce da altri cantanti.

Nel 1989 venne lanciato un nuovo genere musicale: la “Garage Music”. Il mio vinile “Garage” preferito era Kariya “Love Me Love You For Tonight”, poi ricordo ColdCut Ft. Lisa Stansfield “People Hold On”, Lil Louis “French Kiss”, Black Box “Ride On Time”, Chicco Secci “Whip Of The Rhythm”, Technotronik “Pump Up The Jam”, C&C Music Factory “Gonna Make You Sweat”. In quell’anno Madonna cantava “Like A Prayer”, Roxette “The Look”, 49ers “Touch Me”, Soul II Soul “Keep On Movin”. Gli ultimi giorni di dicembre, un nuovo gruppo musicale Hip Hop, fece uscire due dischi mix dal titolo “The Power” e “Ooops Up”; il gruppo si chiamava “Snap” e il vocalist si faceva chiamare “Turbo B”. Era nata la “Eurodance”.
Anni '90 – Eurodance

1990 : inizia un nuovo decennio, inizia il periodo di Musica Eurodance. Gli Snap, dopo aver scalato tutte le vette delle classifiche internazionali, fanno uscire un nuovo singolo “Mary Had A Little Boy”. Successi planetari anche per i London Beat “I’ve Been Thinking About You”, Billie Ray Martin “Your Loving Arms”, Rozalla “Faith”, DNA ft.Suzanne Vega “Tom’s Diner”, Beats International “Dub Be Good To Me”, Soul II Soul “Back To Life”, Twenty 4 Seven “I Can’t Stand It”. Dall’Italia si faceva notare il dj Stefano Secchi con “I Say Yeah”, gli FPI Project “Let’s Go” e “Everybody” e i bravissimi “Black Box” che proponevano “I Don’t Know Anybody Else” e “Fantasy”, un rifacimento di un vecchio brano degli Earth Wind & Fire.

1991: partiamo con i miei brani preferiti di questo anno: Banderas “This Is Your Life”, Those Guys “Tonite” e Incognito Ft. Jocelyn Brown “Always There”. I più ballati direi Crystal Waters “Gypsy Woman”, Joy Salinas “Rockin’ Romance”, Afrika Bambaata “Just Get Up And Dance”, Shanice “I Love Your Smile”, Dr. Alban “Hello Afrika” e l’italiano Dj H ft. Stefy “Think About”.

1992 - Gli Snap nell’inverno pubblicano “The Colour Of Love” e prima dell’estate “Rhythm Is A Dancer”, che sarà il brano più ballato dell’anno, il loro maggiore e ultimo successo. Di grandissimo successo anche le cover di C.O.R.O. “Because The Night”, Felix “Don’t You Want Me”, Chris Rea “Josephine” e Double You “Please Don’t Go”.  Come non ricordarsi poi di Rozalla “Are You Ready To Fly”, Marvin Gardens “My Body And Soul”, UBQ Project “When I Fell N Luv”, Robert Owens “I’ll Be Your Friend”.

Il 1993 è una delle migliori annate di “Eurodance”. Dalla Svezia si lancia un nuovo gruppo che viene paragonato agli Abba: si fanno chiamare “Ace Of Base”. Subito con il primo disco “All That She Wants” entrano prepotentemente nelle Top 10 di tutto il mondo. L’americana Robin S si fa conoscere con due successi internazionali “Show Me Love” e “Luv 4 Luv”, poi Haddaway “What Is Love”, Culture Beat “Mr.Vain”, Captain Hollywood “More And More”, U.S.U.R.A. “Open Your Mind”, 2 Unlimited “No Limit”, Cappella “U Got 2 Know”, Bliss Team “People Have The Power”, Gabrielle “Dreams”, The Beloved “Sweet Harmony”, Urban Cookie Collective “The Key:The Secret” e il rifacimento di “Living On My Own” dell’intramontabile Freddy Mercury scomparso un paio di anni prima.
1994 – Stiamo attraversando il più bel periodo per la musica dance Anni ’90, questo è l’anno di tanti esordienti di successo. La modella Olga de Souza, presta il volto per i videoclip e per le esibizioni pubbliche quando in realtà la voce non è sua ma delle vocalist Jenny B e Sandy Chambers. Si fa chiamare “Corona” e il brano “The Rhythm Of The Night” sarà il tormentone dell’estate.  Dalla Danimarca la ventiquattrenne Whigfield va in testa a tutte le classifiche Europee con il brano “Saturday Night”. Anche in questo caso, la cantante viene accusata di non cantare con la sua voce in quando nei live, la tonalità risultava molto diversa. Ora invece parliamo di una grande voce, quella della statunitense Melanie Thornton.
Nel 1994 Melanie presta la sua voce al gruppo “Le Click” che ottengono un grande successo con il singolo “Tonight Is The Night” e poi nello stesso anno forma il gruppo “La Bouche” ed incise un riuscitissimo rifacimento di un vecchio brano degli Eurythmics “Sweet Dreams”. Anche l’Italia ha una bravissima cantante da lanciare, la ligure Alessia Aquilani ottiene grande successo come vocalist del gruppo “Ice MC” con i brani “Think About The Way” e “It’s A Rainy Day” poi proseguirà la carriera come solista con il nome d’arte “Alexia”. Sempre dall’Italia il gruppo Netzwerk con “Passion”, Playahitty con “The Summer Is Magic”, Da Blitz con “Let Me Be” e Mauro Pilato con “Gam Gam”. Ricordiamo poi il gruppo tedesco “Jam & Spoon” che con la loro cantante croata Plavka Lonich cantavano “Right In The Night”. Oltreoceano si facevano notare i 20 Fingers, che suscitarono fama e clamore a causa del loro testo con precisi riferimenti sessuali in “Short Dick Man”, Indiana “All I Need Is Love”, 2 Brother On The Floor “Dreams” e l’argentina Marie Claire D’Ubaldo “The Rhythm Is Magic”.

1995 – Roberto Concina è un compositore e dj svizzero naturalizzato italiano che da anni si dedica a numerosi generi e varianti della musica elettronica. Ha un brano che deve assolutamente incidere e quando finalmente trova il produttore, registra quello che sarà il maggior successo del 1995. Stiamo parlando di Robert Miles e della sua “Children”. Un successo mondiale sarà anche “Missing”, cantato dal duo inglese degli “Everything But The Girl”. Nuova proposta anche dall’Italia con Gala Rizzatto, in arte “Gala” che si fa notare con “Everyone Has Inside”. Si confermano “La Bouche” con “Be My Lover”, Whigfield “Think Of You”, Corona “Baby Baby”, Alexia “Me And You”, Bliss Team “You Make Me Cry”, Netzwerk “Memories”, 20 Fingers “Lick It”, TI.PI.CAL. “The Colour Inside”. Da me molto apprezzati segnalo Ruffneck ft.Yavahn “Everybody Be Somebody”, Frank O’Moiraghi “Feel My Body”, Duke “So In Love With You” e Jestofunk “Can We Live”. Il brano più strano? Sicuramente quello del balbuziente cantante jazz Scatman John con il brano “Scatman”.

Revision 3.6
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