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ATLANTIDE - LA TERRA PERDUTA

Doveva essere una terra meravigliosa, abitata da un popolo di civiltà marinara che possedeva notevoli cognizioni di ingegneria; una terra dove era possibile ammirare opere architettoniche monumentali e una capitale sfavillante. Doveva essere una terra civile e splendida, ma troppo perfetta per durare. Quando gli uomini divennero troppo materialisti e corrotti, le stelle sembrarono ruotare impazzite nella volta celeste e il sole sorgere da un'angolazione mai vista. Terremoti squarciarono la terra e i vulcani vomitarono torrenti di lava. Tutto fu sommerso in un diluvio d'acqua e cancellato per l'eternità. Questo è il mito di Atlantide così come è stato immaginato dal filosofo greco Platone nel IV Secolo a.c. Oggi, oltre duemila anni dopo che Platone ci ha tramandato la storia di quel popolo affascinante, dando al racconto immagini da paradiso perduto, una coppia di ricercatori canadesi, Rand e Rose Flem-Ath, ha raccolto elementi di prova secondo i quali quella civiltà sarebbe esistita davvero.

Per 20 anni essi hanno lavorato scavando nell'antico mistero: una ricerca che li ha portati dalla loro casa di Nanaimo, nell'isola di Vancouver, sulla costa occidentale del Canada, alla sala di lettura del British Museum di Londra. Collegando le moderne scoperte scientifiche con antichi manoscritti, carte geografiche e racconti mitologici, essi hanno raccolto prove sufficienti a supportare la loro tesi. In breve, ecco la conclusione cui sono giunti: 10000 anni fa i resti della civiltà perduta chiamata Atlantide sono stati sepolti dai ghiacci dell'Antartide. Torniamo ora indietro nel tempo, come dicevamo, Platone conosceva la storia di Atlantide dai racconti di Solone, che a sua volta l'aveva ascoltata da alcuni sacerdoti egiziani di Sais e dai dipinti sulle colonne del tempio. Pare che la città fosse attraversata da una serie di canali circolari e concentrici.
Secondo lo tradizione egizio-indiana, confermata anche da quella del Galles, la scomparsa dell'Atlantide sarebbe avvenuta in seguito a quattro catastrofi, scatenate probabilmente dall'azione vulcanica.

Il primo cataclisma  avvenne circa 800.000 anni fa e fu determinato dal rovesciamento dei poli. Questo avrebbe cominciato ad attaccare l'ossatura terrosa dell'Atlantide che successivamente sarebbe stata spazzata via insieme a tutte le terre emergenti dell'Oceano dalle masse d'acqua provenienti dal nord.
Il secondo Cataclisma probabilmente di origine vulcanica, sarebbe avvenuto circa 200000 anni fa, e per causa sua l'Atlantide restò ridotta e diminuita.
Il terzo cataclisma, causato all'azione vulcanica, avvenne 80.000anni fa e dette alla terra un aspetto del tutto differente, riducendo l'Atlantide a due isole Routo e Daitya. Infine il quarto cataclisma ebbe luogo nell'anno 9564 a.C. quando Atlantide non esisteva che allo stato d'isola: l'isola di Poseidone.

Essa fu inghiottita e  disparve così dalla terra. E' importante notare come queste tradizioni coincidano in un certo senso con il racconto di Platone, in cui il sacerdote Sais afferma che a lunghi intervalli, avvengono perturbazioni causate dei movimenti celesti, in modo che delle conflagrazioni generali necessariamente ne seguano. Anche i Dakotas dell'America  del nord raccontano che essi provengono da un'isola  situata contro il sol levante, che fu poi sommersa e dalla quale scapparono all'epoca del cataclisma. Nel famoso libro sacro Maya (conservato nel British Museum) si legge: "Nell'anno 6 del Kan, il II muluc, nel mese di zac, si fecero dei terribili terremoti e continuarono senza interruzione sino al 13 chuen. La contrada delle colline di Argilla, il paese di Ma, fu sacrificato. Dopo essere stato scosso due volte, scomparve ad un tratto durante la notte. Il suolo era continuamente sollevato da forze  vulcaniche, che lo facevano alzare ed abbassare in mille località. Infine cadette……"

Ciò avvenne 8060 anni prima della composizione di questo libro. E' importante notare come questa data dell'abissamento di Atlantide coincida esattamente con quella dei preti egiziani che stabiliscono nell'anno 9564 a.C. Infatti aggiungendo a quest'epoca gli anni dell'era volgare si arriva a 11490 anni circa, e aggiungendo agli anni 8060 del Maya i 3400 di antichità del Libro, si ottiene in totale 11460 anni. Più preciso è un testo scritto dal filosofo greco Proclo (Costantinopoli 410 - Atene 485) nel quale afferma che: "Gli storici che parlano delle isole del Mare Esteriore dicono che ai loro tempi vi erano sette isole consacrate a Proserpina, e tre altre ne esistevano, di una superficie immensa, delle quali la prima era consacrata a Plutone, la seconda ad Ammone, e la terza, della grandezza di mille stadi, a Poseidone. Gli abitanti di quest'ultima isola hanno conservato dai loro antenati il ricordo di Atlantide, cioè una isola immensamente grande, che esercitò lungamente il dominio su tutte le isole dell'Oceano Atlantico……".

Informazioni più dettagliate su Atlantide le troviamo sempre nel testo del Timeo, ed è Critia che ce le espone: "L'Atlantide era dunque toccata a Poseidone. Egli mise in una parte di quest'isola dei piccoli che aveva avuto da una mortale. Ed era una pianura situata vicino al mare e, verso il mezzo dell'isola, la più fertile di tutte le pianure… I figli di Poseidone ed i loro discendenti regnarono nel paese per una lunga serie di generazioni, ed il loro impero si  estendeva sopra un gran numero di altre isole, anche al di là dello stretto, come già si disse fino all'Egitto e alla Tirrenia…". Nel 1953, l'ammiraglio turco Piri Reis, utilizzò antiche carte geografiche per tracciare egli stesso una sua carta, abbastanza misteriosa, d'altra parte, almeno fino ad un certo giorno del 1956, quando capitò sulla scrivania di Hapgood: fu allora che il significato di quella mappa divenne chiaro. Lo scienziato notò con sorpresa che la carta dell'ammiraglio Reis mostrava la costa orientale del Sudamerica, nonostante nel 1513 questa terra non fosse stata ancora riportata completamente sulle carte geografiche. E l'Antartide, di cui una parte figurava sulla carta di Reis, non fu scoperta che nel 1820. Hapgood mandò la carta all'aviazione militare degli Stati Uniti, i cui esperti rimasero letteralmente sbalorditi....

Disastro in arrivo...

Questa oscillazione del globo è anche la causa dello spostamento dei poli magnetici. Ogni 500.000 anni circa, il campo magnetico della Terra fa uno scarto, cambiando la posizione dei poli. L'ultimo cambiamento si è verificato 780.000 anni fa perciò alcuni scienziati sono convinti che siamo vicini al prossimo. Questo scarto potrebbe provocare grandi spostamenti della crosta terrestre. E se il disastro epocale fosse davvero in arrivo? Siamo in condizioni migliori per sopravvivere o faremo la fine di Atlantide? Sarà il tempo a dircelo...

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